« Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. Isaia 50:4
vita familiare e in tutti i nostri rapporti interpersonali. Dovremmo abituarci ad usare toni gradevoli, un linguaggio puro e corretto, parole cortesi. Le espressioni gentili e amabili sono una dolce rugiada per l’anima. La Scrittura dice di Cristo: “La grazia è sparsa sulle tue labbra” affinché “sappia sostenere con la parola lo stanco”. Salmi 45:2; Isaia 50:4. E il Signore ci invita. “Il vostro parlare sia sempre con grazia”, “affinché conferisca grazia a chi l’ascolta”. Colossesi 4:6; Efesini 4:29. PV 230.6
Quando cerchiamo di correggere o riformare gli altri dobbiamo sorvegliare il nostro linguaggio con la massima cura, perché le nostre parole saranno un fattore di vita o di morte. Nell’impartire una riprensione o un consiglio molti ricorrono ad espressioni aspre e severe che mal si adattano a curare un’anima ferita. Queste parole maldestre esasperano l’animo e spingono alla rivolta. Bisogna che i paladini dei principi della verità siano stati unti con l’olio dell’amore di Dio. In qualunque circostanza deve essere impregnato di carità, e allora le nostre parole riusciranno a correggere l’altro senza esasperarlo. Tramite lo Spirito Santo Cristo ci darà la forza e la capacità necessaria. La sua opera è proprio questa. PV 231.1
Non bisogna pronunciare una sola parola sconsideratamente. Chi segue Cristo non si lascerà sfuggire maldicenze, pettegolezzi, mormorii o illusioni impure. Sotto l’influsso dello Spirito Santo l’apostolo Paolo scrive: “Niuna mala parola esca dalla vostra bocca”. Efesini 4:29. Per “mala parola” non bisogna intendere solamente espressioni volgari, ma qualunque espressione contraria ai sacri principi della religione pura e immacolata, insinuazioni lascive e velati suggerimenti al male. Chi non reprime tutto questo immediatamente finirà per commettere peccati ben più gravi. PV 231.2
Leggi il Grande Mandato in Matteo 28:18–20. Annota i diversi messaggi di Gesù quando dice «tutti» o «sempre» (che in greco è la stessa parola pas).
Il Vangelo deve essere presentato non come una teoria priva di vitalità, ma come una forza capace di trasformare la vita. Dio desidera che coloro che sono oggetto della sua grazia diventino testimoni della sua potenza. Egli accoglie volentieri coloro che lo hanno maggiormente offeso con la loro condotta; quando si pentono infonde in loro il suo Spirito divino, affida loro incarichi di fiducia e li invia dagli altri uomini a proclamare la sua misericordia infinita. Egli vorrebbe che i suoi collaboratori testimoniassero che gli uomini, attraverso la sua grazia, possono acquisire un carattere simile a quello di Cristo e rallegrarsi nella certezza del suo grande amore. Vorrebbe che annunciassimo che Gesù non avrà pace finché la razza umana non sarà ristabilita e restaurata nella sacra posizione di figli e figlie di Dio. GDN 632.1
Leggi Atti 1:8 e Atti 4:13. Com'era la testimonianza per la chiesa primitiva?
Che impatto ebbero Pietro e Giovanni su coloro che li ascoltarono testimoniare?
L’insegnamento di Cristo aveva a spinto i discepoli a ricercare il bisogno dello Spirito. Con l’insegnamento dello Spirito, essi ricevevano la qualificazione finale per poter compiere l’opera della loro vita. Non erano più limitati dalla loro scarsa educazione. Non erano più un’accozzaglia di individui in disaccordo e in perenne conflitto tra loro. Le loro speranze non erano più limitate a un ideale terreno. Essi avevano realizzato una perfetta unità: “Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il tempio. Spezzavano il pane nelle loro case e mangiavano con gioia e semplicità di cuore”. Atti 2:46. “La comunità dei credenti viveva unanime e concorde”. Atti 4:32. Cristo era l’oggetto preferito dei loro pensieri. Lo scopo che si erano prefissati era l’avanzamento del suo regno. La loro mente e il loro carattere si erano adeguati all’ideale proposto dal loro Maestro. Gli uomini” riconoscevano che erano stati con Gesù”. Atti 4:13 (Luzzi). UVI 29.3
La Pentecoste portò loro l’illuminazione celeste. Le verità che non potevano comprendere mentre Gesù era con loro, ora erano capite. Con una fede e una certezza che non avevano mai conosciuto prima, accettavano gli insegnamenti delle Sacre Scritture. La divinità del Cristo non era più una questione di fede. Loro sapevano che, sebbene rivestito di umanità, Egli era senza dubbio il Messia, e raccontavano la loro esperienza al mondo convinti del fatto che Dio era in mezzo a loro.UVI 29.4
Ogni uomo che si rifiuta di accettare Cristo vive sotto il dominio di un altro potere e non è pienamente libero. Può parlare di libertà, ma è soggetto alla peggiore forma di schiavitù. Non può percepire la bellezza della verità perché la sua mente è sotto il controllo di Satana. Si illude di esercitare il proprio giudizio, mentre in realtà ubbidisce alla volontà del principe delle tenebre. Cristo è venuto per liberare l’anima dalle catene della schiavitù del peccato. “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”. Versetto 36. “Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte”. Romani 8:2. GDN 352.1
Nell’opera della salvezza non vi sono imposizioni. Non si usa nessuna coercizione. Sotto l’influsso dello Spirito di Dio l’uomo è libero di scegliere chi vuole servire. Quando l’anima si consacra a Cristo, lo fa con la più ampia libertà. Il rifiuto del peccato è un atto spontaneo. Naturalmente, da soli non abbiamo la capacità di emanciparci dal dominio di Satana; ma quando desideriamo liberarci dal peccato e nei momenti difficili imploriamo l’aiuto di una forza superiore, allora le facoltà dello spirito sono investite dalla potenza divina dello Spirito Santo e attuano le decisioni della nostra volontà che è in sintonia con il volere di Dio. GDN 352.2
La libertà dell’uomo è possibile a una sola condizione: quella di unirsi a Cristo. “E la verità vi farà liberi”. Cristo è la verità. Il peccato può trionfare soltanto indebolendo la mente e distruggendo la libertà dell’uomo. Sottomettersi a Cristo significa ristabilire in sé la vera gloria della dignità dell’uomo. La legge divina a cui dobbiamo ubbidire è la “legge di libertà”. Giacomo 2:12. GDN 352.3
Leggi 1 Pietro 3:8–15. Cosa ci sta dicendo la Parola di Dio in questi versetti?
«Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, amatevi come fratelli, siate misericordiosi, siate cortesi. 1 Pietro 3:8. AG 234.1
«Cristo venne per mettere la salvezza alla portata di tutti. Sulla croce del Calvario pagò il prezzo infinito della redenzione per un mondo perduto... La sua missione era rivolta ai peccatori, peccatori di ogni grado, di ogni lingua e nazione...
I più smarriti, i più peccatori, non furono trascurati; la Sua opera era rivolta specialmente a coloro che avevano più bisogno della salvezza che Egli era venuto a portare. Quanto maggiore era il loro bisogno di ravvedimento, tanto più profondo era il Suo interesse, tanto maggiore la Sua compassione e tanto più fervente la Sua opera. Il Suo grande cuore d’amore era profondamente commosso per coloro la cui condizione era più disperata e che avevano più bisogno della Sua grazia trasformatrice... AG 234.2 «Dovremmo coltivare lo spirito con cui Cristo si adoperò per salvare gli smarriti. Essi sono cari a Lui quanto lo siamo noi. Sono ugualmente capaci di essere trofei della Sua grazia ed eredi del regno. Ma sono esposti alle insidie di un nemico astuto, esposti al pericolo e alla contaminazione e, senza la grazia salvifica di Cristo, alla rovina certa. Se vedessimo questa questione nella giusta luce, come si ravviverebbe il nostro zelo e si moltiplicherebbero i nostri sforzi sinceri e altruistici, affinché potessimo avvicinarci a coloro che hanno bisogno del nostro aiuto, delle nostre preghiere, della nostra comprensione e del nostro amore! 5T 605.2
«Solo coloro che sono fedeli al loro Maestro nel cercare di salvare ciò che è perduto vivono per Cristo e onorano il Suo nome. La vera pietà manifesterà sicuramente il profondo desiderio e l’ardente impegno del Salvatore crocifisso di salvare coloro per i quali è morto. Se i nostri cuori sono addolciti e domati dalla grazia di Cristo, e ardono di un senso della bontà e dell’amore di Dio, ci sarà un naturale fluire di amore, compassione e tenerezza verso gli altri. La verità esemplificata nella vita eserciterà il suo potere, come il lievito nascosto, su tutti coloro con cui viene a contatto. 5T 606.2
«Avvicinatevi al grande Cuore di amore compassionevole, e lasciate che la corrente di quella divina compassione scorra nel vostro cuore e da voi ai cuori degli altri. Lasciate che la tenerezza e la misericordia che Gesù ha rivelato nella Sua preziosa vita siano per noi un esempio del modo in cui dovremmo trattare i nostri simili, specialmente coloro che sono nostri fratelli in Cristo. Molti sono svenuti e si sono scoraggiati nella grande lotta della vita, mentre una sola parola di gentile incoraggiamento e di coraggio li avrebbe rafforzati per vincere. Non diventate mai, mai senza cuore, freddi, indifferenti e critici. Non perdete mai l’occasione di dire una parola per incoraggiare e ispirare speranza. Non possiamo dire quanto possa essere di vasta portata la portata delle nostre tenere parole di gentilezza, dei nostri sforzi cristiani per alleggerire qualche fardello. Chi ha smarrito la retta via può essere riportato sulla retta via solo con uno spirito di mitezza, gentilezza e amore tenero.” 5T 612.3
Efraim, come parte del popolo eletto di Dio, si allontanò dal Signore. Cosa ci dicono Osea 4:17 e Osea 7 riguardo ai peccati di Efraim?
«Per mezzo di Amos il messaggio del Signore a Israele era: “Cercatemi, e vivrete; ma non cercate Betel, né entrate a Ghilgal, e non passate a Beer-Sceba; perché Ghilgal andrà certamente in cattività, e Betel sarà ridotta a nulla. Cercate il Signore, e vivrete... Cercate colui che fa le sette stelle e Orione, e trasforma l’ombra della morte in mattina, e rende il giorno oscuro con la notte; colui che chiama le acque del mare e le riversa sulla faccia della terra: il Signore è il suo nome». Amos 5:4-8. RH 5 febbraio 1914, par. 10
«“Cercate il bene e non il male, affinché possiate vivere; e così il Signore, Dio degli eserciti, sarà con voi, come avete detto. Odiate il male e amate il bene, e stabilite il giudizio alla porta; forse il Signore Dio degli eserciti userà misericordia verso il resto di Giuseppe.” Versetti 14, 15. RH 5 febbraio 1914, par. 11
«Ma la stragrande maggioranza di coloro che udirono questi inviti rifiutò di trarne profitto. Le parole di uno dei messaggeri di Dio erano così contrarie ai desideri malvagi degli impenitenti che il sacerdote idolatra di Betel mandò a dire al sovrano d’Israele: “Amos ha cospirato contro di te in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole.” Amos 7:10. E tramite Osea il Signore dichiarò: «Quando avrei voluto guarire Israele, allora fu scoperta l’iniquità di Efraim e la malvagità di Samaria». Osea 7:1. «L’orgoglio d’Israele testimonia contro di lui; e non tornano al Signore loro Dio, né lo cercano nonostante tutto questo». Versetto 10. RH 5 febbraio 1914, par. 12
«Di generazione in generazione il Signore sopportò i suoi figli ribelli, finché non poté più fare nulla per loro. “O Efraim”, gridò, “che cosa farò a te? O Giuda, che cosa farò a te? Poiché la vostra bontà è come una nuvola del mattino, e come la rugiada del mattino se ne va.” Osea 6:4. RH 5 febbraio 1914, par. 13
«I mali che avevano invaso il paese e permeato tutte le classi sociali erano diventati incurabili, e su Israele fu pronunciata la terribile sentenza: “Efraim si è unito agli idoli: lasciatelo stare.” Osea 4:17. “I giorni della visita sono giunti, i giorni della ricompensa sono giunti; Israele lo saprà.” Osea 9:7. «Saranno come la nuvola del mattino e come la rugiada del mattino che svanisce, come la pula che il turbine spazza via dall’aia e come il fumo dal camino.» Osea 13:3.» RH 5 febbraio 1914, par. 14
Invece di piangere sul suo figlio ribelle, a Rachele viene detto di avere speranza. Cos’altro ci dice Geremia? LeggiGeremia 31:18, 19.
Quanto è diverso Efraim al momento della sua liberazione rispetto a com’era quando fu portato in cattività! Un tempo era come un giovenco selvatico; ma ora è docile
«La chiesa aveva bisogno di un severo rimprovero e di un castigo. Ma il rimprovero che Dio invia è sempre espresso con tenero amore e con la promessa di pace per ogni credente pentito. “Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” Apocalisse 3:20. Ai credenti fu ammonito: “Sii vigile e rafforza le cose che restano, che stanno per morire.” «Io vengo presto: tieni saldo ciò che hai, affinché nessuno ti tolga la tua corona». Versetti 2, 11.» TT 307.3
Zaccaria 10 condivide alcuni bellissimi messaggi su Dio che riporta il Suo popolo a Sé. Leggi questo capitolo oracon calma e prendi nota dei messaggi principali.
Zacc. 10:6 — «E rafforzerò la casa di Giuda, e salverò la casa di Giuseppe, e li riporterò per stabilirli; poiché ho misericordia di loro; ed essi saranno come se non li avessi respinti; poiché io sono il Signore loro Dio, e li ascolterò».
Le affermazioni «rafforzerò», invece di salvare, «la casa di Giuda» e «salverò», invece di rafforzare, «la casa di Giuseppe», implicano che la casa di Giuda viene salvata prima della casa di Giuseppe e che, per salvare la casa di Giuseppe, Egli rafforza la casa di Giuda. I secondi frutti devono essere salvati, mentre i primi frutti devono essere resi idonei al servizio. Entrambi vengono raccolti in un unico luogo (il «granaio», il Regno). Il Signore estende questo favore a entrambi perché ha misericordia di loro e li tratterà come se non Lo avessero mai indotto a scacciarli.
Zacc. 10:7 — «E quelli di Efraim saranno come un uomo forte, e il loro cuore gioirà come per il vino; sì, i loro figli lo vedranno e si rallegreranno; il loro cuore gioirà nel Signore».
I padri gioiranno e i figli lo vedranno. Egli così «rivolgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i loro padri... «Mal. 4:6.
Zacc. 10:10—«Li ricondurrò anche dalla terra d’Egitto e li radunerò dall’Assiria; li porterò nella terra di Galaad e del Libano, e non si troverà posto per loro.»
Gli eletti saranno radunati da ogni parte e si spargeranno fino alla terra di Galaad e al Libano. Ma anche allora, il luogo sarà troppo piccolo per loro.
Zacc. 10:11, 12 — «Egli attraverserà il mare con afflizione, e colpirà le onde del mare, e tutte le profondità del fiume si prosciugheranno; e l’orgoglio dell’Assiria sarà abbattuto, e lo scettro dell’Egitto se ne andrà. E io li rafforzerò nel Signore; e cammineranno avanti e indietro nel Suo nome, dice il Signore».
Vale a dire, il raduno del popolo non dovrà incontrare ostacoli. Ogni impedimento dovrà essere rimosso. Il regno del peccato dovrà essere posto fine. Le nazioni che hanno ridotto in schiavitù il popolo di Dio dovranno essere umiliate, e i loro scettri (troni) non esisteranno più.
Siate forti nel Signore, camminate felici e senza paura, dice il Signore.
L'opera che Dio ha iniziato nel cuore umano mediante la luce e la conoscenza divine deve proseguire senza sosta. «... Ogni individuo deve rendersi conto della propria necessità. Il cuore deve essere svuotato di ogni contaminazione e purificato per l’indwelling dello Spirito. Fu mediante la confessione e l’abbandono del peccato, mediante la preghiera fervente e la consacrazione di se stessi a Dio che i primi discepoli si prepararono per l’effusione dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Lo stesso lavoro, solo in misura maggiore, deve essere compiuto ora. Allora l’agente umano doveva solo chiedere la benedizione e attendere che il Signore perfezionasse l’opera che lo riguardava. È Dio che ha iniziato l’opera, ed Egli la porterà a termine, rendendo l’uomo completo in Gesù Cristo. Ma non si deve trascurare la grazia rappresentata dalla pioggia precoce.
«Solo coloro che vivono all’altezza della luce che hanno, riceveranno una luce maggiore. A meno che non progrediamo quotidianamente nell’esemplificazione delle virtù cristiane attive, non riconosceremo le manifestazioni dello Spirito Santo nella pioggia tardiva. Essa potrebbe stare cadendo sui cuori tutti intorno a noi, ma noi non la discerneremo né lariceveremo. “Testimonies to Ministers”, p. 507.