Nell'eternità

Lezione 13, 2° trimestre, 20-26 giugno 2026.

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Sabbath Afternoon, June 20

Testo da memorizzare:

« Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 1 Giovanni 3:2


Ho visto che se qualcuno non vorrà rinunciare alle sue proprietà e non chiederà a Dio quale sia il suo dovere, il Signore non glielo rivelerà. Queste persone potranno conservare le ricchezze ma nei momenti difficili tutto cadrà loro addosso come una montagna ed essi cercheranno di servirsene ma non potranno. Ma se, al contrario, chiederanno di essere guidati, il Signore lo farà e, nei momenti di necessità, suggerirà quando e a quanto vendere. — Early Writings, 56, 57 (1851). UG 148.4

È ormai troppo tardi per attaccarsi ai beni terreni. Ben presto case e terre non saranno utili a nessuno perché la maledizione di Dio scenderà sempre di più sulla terra. L’appello dice: “Vendete i vostri beni e dateli in elemosina”. Luca 12:33. Questo messaggio dovrebbe essere fedelmente attuato, affinché i beni che appartengono a Dio possano essergli restituiti sotto forma di offerte per far progredire il suo lavoro nel mondo. — Manuscript Releases 1:348 (1901). UG 148.5

Un decreto emanato contro coloro che santificano il sabato li dichiarerà passibili dei più severi castighi e darà la facoltà, dopo un certo tempo, di metterli addirittura a morte. Il cattolicesimo nel vecchio mondo e il protestantesimo apostata nel nuovo mondo adotteranno le stesse misure nei confronti di coloro che onorano tutti i precetti divini. Allora il popolo di Dio si ritroverà protagonista di quelle scene di afflizione e di desolazione descritte dal profeta come “tempo di angoscia per Giacobbe”. — The Great Controversy, 615, 616 (1911). UG 148.6 UG 148.7

Domenica, 21 giugno

Vivere oggi


La tempesta si avvicina e per essere pronti a resistere alla sua furia devastatrice dobbiamo pentirci e avere fede nel nostro Signore Gesù Cristo. Il Signore scuoterà la terra. Sarà terribile! Ci saranno disordini ovunque. Migliaia di imbarcazioni sprofonderanno negli abissi del mare. Intere flotte saranno sommerse e milioni di uomini perderanno la vita. Divamperanno inaspettatamente incendi che raderanno al suolo interi palazzi e nessuno sarà in grado di smorzare la furia delle fiamme. I disastri ferroviari saranno sempre più frequenti. Le maggiori vie di comunicazione saranno sempre più caotiche e si verificheranno incidenti mortali. La fine è vicina e il tempo di grazia sta per concludersi. Cerchiamo Dio finché siamo in tempo! Rivolgiamoci a lui mentre è vicino! — Messages to Young People, 89, 90 (1890). UG 15.5

Negli ultimi atti della storia terrena la guerra imperverserà. Ci saranno pestilenze, piaghe e carestie. Le acque degli abissi strariperanno. La vita e i beni saranno distrutti dal fuoco e dalle inondazioni. Dobbiamo prepararci a entrare nella dimora che Cristo è andato a preparare per coloro che lo amano. — Maranatha, 174 (1897). UG 15.6

Il Salmo 80 offre una bellissima supplica a Dio. Leggi il capitolo e, in particolare, considera i versetti 1–3, 14–17, 18, 19, e sostituisci la parola “noi” con “me”. Indipendentemente da quanto siano diversi il tempo, il luogo e il contesto di questo salmo, in che modo puoi identificarti personalmente con esso?

“‘L’orgoglio dell’Assiria sarà abbattuto, e lo scettro d’Egitto se ne andrà.’ Zaccaria 10:11. Questo vale non solo per le nazioni che si schierarono contro Dio nei tempi antichi, ma anche per le nazioni di oggi che non riescono a realizzare il disegno divino. Nel giorno del giudizio finale, quando il Giudice giusto di tutta la terra “setaccerà le nazioni” (Isaia 30:28), e a coloro che hanno custodito la verità sarà permesso di entrare nella Città di Dio, le volte del cielo risuoneranno dei canti trionfali dei redenti. «Avrete un canto», dichiara il profeta, «come nella notte in cui si celebra una solennità sacra; e gioia nel cuore, come quando si va con il piffero a salire sul monte del Signore, presso l’Onnipotente d’Israele. E il Signore farà udire la Sua voce gloriosa... Per mezzo della voce del Signore sarà abbattuto l’Assiro, che colpiva con la verga. E in ogni luogo dove passerà il bastone che il Signore gli metterà addosso, ci saranno tamburelli e arpe». Versetti 29-32». PK 366.3

Lunedì 22, giugno

Finalmente, faccia a faccia


Read 2 Corinthians 4:7–12. In this passage, what reveals how Paul was able to endure the trials he faced? What seems to be the focus of his life?

Presto apparirà verso oriente una piccola nuvola nera, grande come la mano di un uomo. Sarà la nube che circonda il Salvatore e che, a distanza, sembrerà avvolta dalle tenebre. Il popolo di Dio riconoscerà il segno della venuta del Figlio dell’uomo. La osserverà in silenzio solenne mentre essa si avvicinerà sempre di più alla terra facendosi via via più luminosa e splendente fino a diventare una grande nuvola bianca alla cui base ci sarà un fuoco ardente, mentre sopra di essa si scorgerà l’arcobaleno della promessa. Gesù avanzerà come un conquistatore. UG 155.4

Sarà scortato da una numerosa schiera di angeli che canteranno. Il cielo sembrerà vibrare di “mille migliaia e diecimila miriadi” di questi esseri gloriosi. Nessuna penna umana può descrivere la scena, nessuna mente mortale può concepirne lo splendore... UG 155.5

Il Re dei re scenderà su una nuvola avvolta da fiamme di fuoco. Il cielo si ritirerà come una pergamena che si arrotola. La terra tremerà davanti a lui e ogni montagna e ogni isola saranno spostate. — The Great Controversy, 640-642 (1911) UG 155.6

Cosa accadrà dopo? Leggi 1 Tessalonicesi 4:17. Alla fine, ciò di cui scrive Paolo in Filippesi 2:10, 11 risuonerà in tutto l’universo.

Coloro che hanno avuto una parte principale nel rifiuto e nella crocifissione di Cristo si fanno avanti e vedono lui e i santi glorificati; è in questo momento che i santi sono trasformati in un batter d’occhio e vengono presi per essere portati a incontrare il Signore nell’aria, mentre quelli che gli hanno messo addosso il vestito di porpora e la corona di spine e quelli che lo hanno inchiodato mani e piedi lo guardano e si lamentano. — Manuscript Releases 9:252 (1886). UG 156.1

Essi si ricordano che il suo amore è stato disprezzato e la sua misericordia sfruttata. Ripensano a Barabba, un assassino e un ladro, che è stato scelto al suo posto, e a come Gesù è stato fustigato e coronato di spine, deriso e crocifisso, e infine a come nell’ora della sua agonia sulla croce i sacerdoti e i capi lo hanno tentato dicendo: “Ha salvato altri e non può salvare se stesso. Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!” Marco 15:31, 32. UG 156.2

L’insulto e il disprezzo per Cristo e tutte le sofferenze provocate ai suoi discepoli ritornano vivide alle loro menti insieme al ricordo di tutti i mali provocati. UG 156.3

La voce che tanto spesso hanno udito pregare risuona nelle loro orecchie e ogni supplica vibra dentro di loro come quando il Salvatore parlava nelle sinagoghe e nelle strade. Poi coloro che lo hanno trafitto chiederanno alle rocce e alle montagne di cadere loro addosso e di nasconderli dalla vista di colui che siede sul trono e ha lo scettro dell’Agnello. — Lettera 131, 1900. UG 156.4

Martedì 23 giugno

La Sposa


Leggi Apocalisse 21:9–11. Quale analogia è stata data e perché pensi che sia stata usata?

Nell’estate e nell’autunno del 1844 fu proclamato l’annuncio: “Ecco lo sposo!” Si formarono allora le due categorie rappresentate dalle vergini sagge e dalle vergini stolte: le prime che si erano preparate con cura per incontrarsi con Gesù e le altre che, per paura o spinte dall’impulso, si erano accontentate della teoria della verità ed erano quindi prive della grazia di Dio. Nella parabola, quando lo sposo giunse “quelle che eran pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze”. Matteo 25:10. L’arrivo dello sposo avviene prima delle nozze, che rappresentano il momento in cui il Cristo entrerà in possesso del suo regno. La santa città, la nuova Gerusalemme, capitale del regno, è definita “la sposa dell’Agnello”. Cfr.Apocalisse 21:9 (Tilc). “E mi trasportò in ispirito” dice il profeta “su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d’appresso a Dio...” Apocalisse 21:9, 10. È chiaro, quindi, che la sposa rappresenta la santa città e che le vergini che vanno incontro allo sposo sono simbolo della chiesa. In Apocalisse i servitori di Dio vengono invitati alla cena delle nozze. Cfr. Apocalisse 19:9. Se essi sono gli invitati non possono essere anche la sposa. Il Cristo, come afferma il profeta Daniele, riceverà dall’Eterno, in cielo, “dominio, gloria e regno” (Daniele 7:14); riceverà la nuova Gerusalemme capitale del suo regno, “...pronta come una sposa adorna per il suo sposo”. Apocalisse 21:2. Ricevuto il regno, egli verrà in gloria, in qualità di Re dei re e Signore dei signori per la redenzione del suo popolo che sarà invitato a sedere “...a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli” (Matteo 8:11; cfr. Luca 22:30) per partecipare alla cena delle nozze dell’Agnello. GC 334.3

La parabola delle dieci vergini non può preservare le vergini fino alla venuta del Signore, ma piuttosto fino a un certo momento prima della chiusura definitiva del periodo di prova, poiché, notate più attentamente ciò che dice la Scrittura: «E quelle che erano pronte entrarono con Lui alle nozze; e la porta fu chiusa». (Matteo 25:10). Le parole «alle nozze» indicano che la chiamata fu fatta e la porta fu chiusa prima che le nozze avessero luogo, e poiché Cristo è sposato o incoronato alla fine del periodo di prova umano (vedi Il gran conflitto, 426, 427), e prima che le sette ultime piaghe siano riversate, ciò dimostra che la chiamata, «Ecco, lo Sposo viene», non è la venuta di Cristo sulle nuvole quando riceverà il Suo popolo «a Sé» (Giovanni 14:3), ma piuttosto la Sua venuta al santuario per il giudizio dei vivi.

Poiché le cinque vergini sagge sono i 144.000 (Ap. 14:4), vediamo che il grido che le esorta a svegliarsi è lo stesso di Isaia 52:1: il che rende il momento del grido lo stesso del «tempo della sigillatura dei 144.000» (3 T 266), e il loro incontro con lo Sposo lo stesso di Ezechiele 9. Poi, dopo la chiusura del periodo di prova e dopo l’effusione delle piaghe, Egli verrà a prendere i Suoi, non per assistere alle nozze, ma per consumare il banchetto nuziale dopo che la cerimonia sarà stata celebrata. 

Mercoledì 24 giugno

Seguire l’Agnello


Quali altre benedizioni potremmo aspettarci nell’eternità? Leggi Isaia 25:8, Apocalisse 7:17 e Apocalisse 21:4.

«Una delle caratteristiche distintive nella rappresentazione dei 144.000 è che nella loro bocca non si trovò alcun inganno. Il Signore ha detto: “Beato l’uomo [...] nel cui spirito non c’è inganno”. Essi professano di essere figli di Dio e sono rappresentati come coloro che seguono l’Agnello ovunque Egli vada. Ci vengono presentati come in piedi sul Monte Sion, preparati per il servizio sacro, vestiti di lino bianco, che è la giustizia dei santi. Ma tutti coloro che seguono l’Agnello in cielo lo avranno prima seguito sulla terra, con obbedienza fiduciosa, amorevole e volontaria, non con irritazione e capriccio, ma con fiducia e sincerità, come il gregge segue il pastore...» 3SM 424.2

«Sul mare di cristallo davanti al trono, quel mare di vetro come se fosse mescolato con il fuoco, — tanto è risplendente della gloria di Dio, — è radunata la schiera di coloro che hanno “ottenuto la vittoria sulla bestia, e sulla sua immagine, e sul suo marchio, e sul numero del suo nome”.

Sul mare di vetro che è davanti al trono e che i riflessi della gloria di Dio fanno somigliare a vetro mescolato al fuoco, è riunita la folla di coloro che hanno “...ottenuta vittoria sulla bestia e sulla sua immagine e sul numero del suo nome...” Apocalisse 15:2. Con l’Agnello, sul monte di Sion, suonando “le arpe di Dio” ci sono i 144.000 riscattati dalla terra. Si ode “...una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. E cantavano un cantico nuovo davanti al trono...”, un canto che soltanto i 144.000 possono imparare. È il canto di Mosè e dell’Agnello: è il canto della liberazione. Nessuno, ad eccezione dei 144.000 lo può imparare, perché è il canto della loro esperienza, che solo loro hanno vissuto. “...Essi son quelli che seguono l’Agnello dovunque vada”. Traslati dalla terra fra i viventi, essi sono considerati “primizie a Dio ed all’Agnello...” Apocalisse 14:1-4. “...Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione” (Apocalisse 7:14), hanno affrontato il “tempo di distretta” quale “non se n’ebbe mai da quando esistono le nazioni“: essi hanno conosciuto l’angoscia del tempo di “distretta di Giacobbe”, hanno resistito senza intercessore allo scatenarsi del giudizio finale ma sono stati liberati perché “...hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello”. Apocalisse 7:14. “E nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili”. Apocalisse 14:5. Essi hanno visto la terra devastata dalla carestia, dalla pestilenza e dal calore di un sole divorante; hanno dovuto sopportare la sofferenza, la fame e la sete. Però “Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pasturerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro”. Apocalisse 7:16, 17. GC 507.2

Giovedì 25 giugno

«Vieni!»


Leggi i seguenti passaggi e nota il Suo invito a venire a Lui: Matteo 11:28–30, Isaia 55:1–3, Giovanni 6:44.

«Il Redentore del mondo non venne solo per essere un sacrificio per il peccato, ma per essere un esempio per l’uomo in ogni cosa, un carattere umano e santo. Era un Maestro, un educatore come il mondo non aveva mai visto né sentito prima. Egli parlava con autorità, eppure invita tutti a confidare in Lui. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e troverete riposo per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Matteo 11:28-30). 3SM 138.3

«Il Figlio unigenito del Dio infinito ci ha lasciato, con le Sue parole [e] il Suo esempio pratico, un modello chiaro che dobbiamo imitare. Con le Sue parole ci ha educati a obbedire a Dio, e con la Sua stessa pratica ci ha mostrato come possiamo obbedire a Dio. 3SM 138.4

«Cristo non solo ha dato regole esplicite che mostrano come possiamo diventare figli obbedienti, ma ci ha mostrato con la Sua stessa vita e il Suo carattere come fare quelle cose che sono giuste e gradite a Dio, quindi non c’è scusa per cui non dovremmo fare quelle cose che sono gradite ai Suoi occhi». 3SM 139.1

«La disobbedienza ha chiuso la porta a una vasta quantità di conoscenza che avrebbe potuto essere acquisita dalla Parola di Dio. Comprensione significa obbedienza ai comandamenti di Dio. Se gli uomini e le donne fossero stati obbedienti, avrebbero compreso il piano del governo di Dio. Il mondo celeste avrebbe aperto le sue camere di grazia e gloria all’esplorazione. Gli esseri umani sarebbero stati del tutto diversi da come sono ora, nella forma, nel linguaggio, nel canto; poiché, esplorando le miniere della verità, sarebbero stati nobilitati. Il mistero della redenzione, l’incarnazione di Cristo, il Suo sacrificio espiatorio, non sarebbero, come lo sono ora, vaghi nelle nostre menti. Sarebbero stati non solo meglio compresi, ma anche molto più apprezzati. BLJ 127.3

“Nell’eternità impareremo ciò che, se avessimo ricevuto l’illuminazione che era possibile ottenere qui, avrebbe aperto la nostra comprensione. I temi della redenzione occuperanno i cuori, le menti e le lingue dei redenti per le età eterne. Essi comprenderanno le verità che Cristo desiderava rivelare ai Suoi discepoli, ma che essi non avevano la fede per cogliere. Per sempre e in eterno appariranno nuove visioni della perfezione e della gloria di Cristo. —The Review and Herald, 3 luglio 1900.” BLJ 127.4

Venerdì 26 giugno

Approfondimento

Quel giorno i redenti risplenderanno della gloria del Padre e del Figlio. Gli angeli, toccando le loro arpe d’oro, daranno il benvenuto al Re e ai suoi trofei di vittoria: coloro che sono stati lavati e imbiancati dal sangue dell’Agnello. Un canto di trionfo risuonerà e riempirà il cielo. Cristo ha vinto ed entra nelle corti celesti accompagnato dai suoi redenti, testimoni che la sua missione di sofferenza e di sacrificio non è stata vana. — Testimonies for the Church 9:285, 286 (1909). UG 159.4

Con una voce che esprime un profondo affetto, Gesù invita i suoi fedeli a partecipare alla gioia del loro Signore. La felicità del Salvatore deriva dal vedere nel suo regno di gloria gli uomini salvati grazie alla sua sofferenza e alla sua umiliazione. — The Great Controversy, 647 (1911). UG 159.5

Allora, in quella grande folla che nessuno può contare e che comparirà irreprensibile e con gioia “davanti alla sua gloria”, colui che ci ha redenti con il suo sangue e ci ha istruiti con la propria vita “vedrà il frutto del tormento interiore, e ne sarà saziato.” Isaia 53:11. — Education, 309 (1903). UG 159.6

Ho visto un grandissimo numero di angeli portare dalla città magnifiche corone, una corona per ogni santo e con il nome scritto. Gli angeli presentavano queste corone a Cristo e Cristo con la sua mano destra le metteva sulle teste dei santi. — Early Writings, 288 (1858). UG 159.7

Sul mare di vetro i 144.000 formavano un quadrato perfetto. Alcuni indossavano corone brillantissime, altri meno brillanti. Alcune corone erano piene di stelle, altre ne avevano poche ma ognuno era perfettamente contento di quello che aveva. — Early Writings, 16, 17 (1851). UG 159.8

La corona della vita sarà brillante oppure opaca, risplenderà di stelle o di poche gemme, in base a come abbiamo agito. — The S.D.A. Bible Commentary 6:1105 (1895). UG 160.1

In cielo nessuna corona sarà priva di stelle. Se entri troverai qualcuno che vi è entrato grazie a te. — The Signs of the Times, 6 giugno 1892. UG 160.2

Prima di entrare nella città di Dio, il Salvatore consegnerà agli eletti gli emblemi della vittoria e le insegne della regalità. Le schiere saliranno, formando un quadrato con al centro il loro Re che si ergerà maestoso al di sopra dei santi e degli angeli. UG 160.3

Egli volgerà il suo sguardo verso di loro con un’espressione di indicibile amore... Il Cristo, con la sua mano destra porrà la corona della gloria sulla fronte dei vincitori. UG 160.4