Dio combatte per te

Lezione, 4º trimestre, 25 ottobre – 31 ottobre 2025

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Sabato pomeriggio 25 ottobre

Testo da memorizzare:

Giosuè prese tutti questi re e il loro paese in una sola volta, perché il Signore, Dio di Israele, combatteva per Israele. Giosuè 10:42


«Mosè ordinò ai guerrieri di distruggere le donne e i bambini maschi. Balaam aveva venduto i figli d'Israele per un compenso e morì insieme al popolo di cui aveva ottenuto il favore sacrificando ventiquattromila Israeliti. Il Signore è considerato crudele da molti perché richiede al suo popolo di fare guerra ad altre nazioni. Dicono che ciò sia contrario al suo carattere benevolo. Ma colui che ha creato il mondo e ha formato l'uomo per abitare sulla terra ha un controllo illimitato su tutte le opere delle sue mani; ed è suo diritto fare ciò che vuole e ciò che gli piace con l'opera delle sue mani. L'uomo non ha il diritto di dire al suo Creatore: «Perché agisci così?». Non c'è ingiustizia nel suo carattere. Egli è il sovrano del mondo, e gran parte dei suoi sudditi si sono ribellati alla sua autorità e hanno calpestato la sua legge. Egli ha concesso loro generose benedizioni e li ha circondati di tutto ciò di cui hanno bisogno; tuttavia essi si sono prostrati davanti a immagini di legno e pietra, argento e oro, che le loro stesse mani hanno fabbricato. Insegnano ai loro figli che questi sono gli dei che danno loro la vita e la salute, rendono fertili le loro terre e danno loro ricchezze e onori. Disprezzano il Dio d'Israele. Disprezzano il suo popolo perché le sue opere sono giuste. «Lo stolto ha detto nel suo cuore: “Non c'è Dio”. Sono corrotti, hanno compiuto opere abominevoli». Dio li ha sopportati finché non hanno riempito la misura della loro iniquità, e allora ha portato su di loro una rapida distruzione. Ha usato il suo popolo come strumento della sua ira, per punire le nazioni malvagie che li hanno tormentati e sedotti all'idolatria. 1SP 328.1

Domenica 26 ottobre

L'iniquità dei Cananei


Leggi Genesi 15:16, Levitico 18:24-30, Deuteronomio 18:9-14 ed Esdra 9:11. Cosa ci dicono questi testi sul piano più ampio di Dio nell'offrire la terra di Canaan agli Israeliti?

La distruzione totale degli abitanti di Gerico non era altro che l’esecuzione degli ordini precedentemente dati a Mosè a proposito degli abitanti di Canaan: “.. tu le voterai allo sterminio”. Deuteronomio 7:2. “Ma nelle città di questi popoli... non conserverai in vita nulla che respiri”. Deuteronomio 20:16. A molti, questi ordini appaiono contrari all’amore e alla misericordia di cui sono pervase altre pagine della Bibbia ma in realtà alla base vi è una saggezza e una bontà infinite. Dio stava per dare agli israeliti la terra di Canaan, creando una nazione e un governo che avrebbero rappresentato il suo regno sulla terra. Essi, oltre a essere i custodi della vera religione, dovevano diffonderne i princìpi in tutto il mondo; e poiché i cananei si erano abbandonati al paganesimo più degradante, era necessario liberare il paese da ciò che sicuramente avrebbe impedito l’adempimento dei misericordiosi piani divini. PP 413.3

I cananei avevano avuto ampie opportunità di pentirsi. Quarant’anni prima la strada aperta

nel mar Rosso e i giudizi che avevano colpito l’Egitto, avevano sancito al di sopra di tutti gli altri dèi la supremazia del Dio d’Israele, confermata proprio allora con la sconfitta dei re di Madian e di Basan. Dio poi, castigando Israele per aver partecipato ai riti abomnevoli di Baal-Peor, aveva rivelato quanto fosse santo il suo carattere e quanto detestasse l’idolatria. Gli abitanti di Gerico ne erano al corrente. Tuttavia molti di loro, pur avendo le stesse convinzioni di Rahab, si erano rifiutati di seguirle e riconoscere che l’Eterno, il Dio d’Israele, domina in cielo e in terra. Come gli antidiluviani, i cananei vivevano solo per bestemmiare Dio e corrompere la terra. L’amore e la giustizia esigevano la pronta eliminazione di questi popoli ribelli verso Dio e nemici dell’uomo. PP 414.1

Lunedì 28 ottobre

Il Giudice Supremo


Leggi Genesi 18:25; Salmo 7:11; Salmo 50:6; Salmo 82:1; Salmo 96:10; e 2 Timoteo 4:1, 8. Cosa dicono questi versetti sul carattere morale di Dio? In che modo il ruolo di Dio come Giudice dell'universo ci aiuta a comprendere la questione della guerra divina?

Gli angeli trattengono i venti del conflitto perché non soffino sino a che tutta l’umanità non sia stata avvertita dell’incombente minaccia. Una tempesta, però, si prepara e sta per abbattersi sulla terra. Quando Dio ordinerà ai suoi angeli di lasciare i venti, ci saranno scene di rivolta tali che la penna non può descriverle. — Education, 179, 180 (1903).UG 136.4

La distruzione di Gerusalemme è un avvertimento tragico e solenne per tutti coloro che non prendono in considerazione la grazia divina e resistono agli inviti della misericordia di Dio. La profezia del Salvatore, relativa al castigo di Gerusalemme, avrà un secondo adempimento, di cui quella terribile devastazione è solo un pallido esempio. Nella sorte della città eletta possiamo vedere la condanna di un mondo che ha rifiutato la misericordia di Dio e ha disprezzato la sua legge. — The Great Controversy, 36 (1911). UG 136.5

Satana farà piombare gravi difficoltà sugli abitanti della terra. Poiché gli angeli di Dio non terranno più a freno la violenza delle passioni umane, tutti gli elementi della discordia si scateneranno e il mondo intero sarà coinvolto in una catastrofe più terribile di quella che si era abbattuta sull’antica Gerusalemme. — The Great Controversy, 614 (1911). UG 137.1

È prerogativa di Dio essere misericordioso, pieno di perdono, di dolcezza, di bontà e di verità. Ma la giustizia che dimostra nel punire il malvagio è reale così come la manifestazione della sua misericordia. — The Review and Herald, 10 marzo 1904. UG 137.2

Il Signore, Dio di Israele, giudicherà gli dèi di questa terra come giudicò quelli d’Egitto. Fuoco e inondazioni, piaghe e terremoti si abbatteranno sulla terra intera. Sarà allora che il suo popolo redento esalterà il suo nome e lo glorificherà ovunque. Non è forse il caso che chi vive gli ultimi istanti della storia terrena capisca le lezioni di Dio? — Manuscript Releases 1:240, 241 (1899). UG 137.3

E avevano un re sopra di loro, che è l'angelo dell'abisso, il cui nome in ebraico è Abaddon, ma in greco ha il nome di Apollyon. KJV — Apocalisse 9:11

Abaddon, il nome di Cristo in ebraico, che significa “distruttore”, mostra che nel periodo dell'Antico Testamento Egli semplicemente distrusse molti dei Suoi nemici; mentre Apollyon, il Suo nome in greco, che significa “sterminatore”, mostra che nel periodo del Nuovo Testamento Egli sterminerà tutti i malvagi. (Che bella precisione di connotazione in questi appellativi simbolici!) E quest'opera di sterminio è vividamente raffigurata nella scena culminante:

Martedì 28 ottobre

Esproprio o annientamento


Confronta Esodo 23:28–30; Esodo 33:2; Esodo 34:11; Numeri 33:52; e Deuteronomio 7:20 con Esodo 34:13; Deuteronomio 7:5; Deuteronomio 9:3; Deuteronomio 12:2, 3; e Deuteronomio 31:3, 4. Cosa rivelano questi testi riguardo allo scopo della conquista e all'entità della distruzione?

Gli ebrei dovevano occupare Canaan e sterminarne tutti gli abitanti, perché la corruzione di quelle popolazioni aveva ormai raggiunto livelli intollerabili. I discendenti di Esaù, invece, erano ancora oggetto della grazia divina e meritavano di essere trattati con misericordia. Dio ama essere generoso e manifesta a lungo la sua bontà, prima di formulare un giudizio di condanna definitiva. Prima di ordinare agli ebrei la distruzione degli abitanti di Canaan, insegnò loro a risparmiare gli edomiti. PP 357.2

Per quanto i cananei fossero stati soggiogati, occupavano ancora una vasta zona del paese promesso a Israele; per questo Giosuè esortò il suo popolo a non abbandonarsi a una vita facile e a non dimenticare che il Signore aveva ordinato di cacciare completamente queste nazioni idolatre. PP 438.2

Gli israeliti si erano fermati troppo presto. Le tribù si erano separate occupando i loro possedimenti, l’esercito si era sciolto, e riprendere le ostilità sembrava un’impresa difficile e incerta. Ma Giosuè dichiarò: “L’Eterno, l’Iddio vostro, le disperderà Egli stesso dinanzi a voi e le scaccerà dinanzi a voi e voi prenderete possesso del loro paese, come l’Eterno, il vostro Dio, v’ha detto. Applicatevi dunque risolutamente ad osservare e a mettere in pratica tutto ciò che è scritto nel libro della legge di Mosè, senza sviarvene né a destra né a sinistra”. Giosuè 23:5, 6. PP 438.3

Non appena Davide divenne di fatto re d’Israele, cominciò a cercare un posto più adatto per la capitale del suo regno, che fu individuato a una trentina di chilometri da Hebron. Prima che Giosuè avesse guidato le schiere degli israeliti oltre il Giordano questo luogo si chiamava Salem. Non era distante dal luogo in cui Abramo aveva dimostrato la sua lealtà a Dio e, ottocento anni prima dell’incoronazione di Davide, era stato la dimora di Melchisedec, il sacerdote dell’Altissimo. Era in una posizione centrale, rispetto al paese, e protetto sia per l’altezza sia per le colline circostanti. Essendo sul confine tra Beniamino e Giuda, era molto vicino a Efraim, facilmente accessibile per le altre tribù. PP 589.1

Per assicurarsi questo posto, gli ebrei dovevano però cacciare quella parte dei cananei che aveva una fortezza sulle montagne di Moriah e di Sion. I gebusei, così si chiamavano gli abitanti della fortezza, da secoli consideravano la loro città inespugnabile. Ma gli ebrei assediarono e presero la città; alla loro guida c’era Joab che come riconoscimento del suo valore, fu nominato generale dell’esercito d’Israele. Gebus divenne così la capitale nazionale e il suo nome fu poi cambiato in Gerusalemme. PP 589.2

Mercoledì 29 ottobre

Libera scelta


Leggi Deuteronomio 20:10, 15-18; Deuteronomio 13:12-18 e Giosuè 10:40. In che modo la legge della guerra e la procedura contro una città idolatra in Israele, espressa nel Deuteronomio, ci aiutano a comprendere i limiti della distruzione totale nella guerra in cui erano impegnati gli Israeliti?

Per l’occasione, Giosuè ordinò che l’arca fosse portata da Sciloh. In un momento così solenne Giosuè voleva che questo simbolo della presenza di Dio impressionasse profondamente il popolo. Dopo aver sottolineato quanto Dio si fosse dimostrato buono con Israele, li chiamò nel nome dell’Eterno a scegliere chi avrebbero voluto servire. Alcuni, segretamente, praticavano l’idolatria, e Giosuè voleva che decidessero di bandire quel peccato da Israele. “Se vi par mal fatto servire all’Eterno” disse “scegliete oggi a chi volete servire”. Giosuè 24:15. Giosuè voleva che servissero Dio spontaneamente e non perché erano obbligati. L’amore per il Signore è il vero fondamento della religione. Servire Dio, sperando solo di ottenere una ricompensa o evitare una punizione, non ha nessun valore. L’apostasia dichiarata non offende Dio più dell’ipocrisia e di un culto formale. PP 439.4

L’anziano condottiero esortò gli israeliti a valutare tutti gli elementi presentati. Se ritenevano sbagliato servire l’Eterno, fonte di ogni bene, in quel giorno avrebbero dovuto dirlo. Dovevano scegliere chi servire: o gli dèi che “i loro padri servirono di là dal fiume” e che Abramo fu chiamato ad abbandonare, o “gli dei degli Amorei”, del paese in cui abitavano, e quindi vivere come le nazioni idolatre e corrotte che li circondavano. Quelle erano parole di aspro rimprovero per Israele. Gli dèi degli amorei non erano riusciti a proteggere i loro adoratori. Quel popolo malvagio era stato distrutto per i propri peccati abominevoli e degradanti, e il loro magnifico paese era stato dato al popolo di Dio. Che follia per Israele scegliere quelle divinità per il cui culto gli amorei erano stati distrutti! “Quanto a me e alla casa mia” disse Giosuè “serviremo all’Eterno”. Giosuè 24:15. Quel santo zelo che animava profondamente il loro capo contagiò il popolo e i suoi appelli suscitarono una risposta decisa: “Lungi da noi l’abbandonare l’Eterno per servire ad altri dei”. Giosuè 24:16. PP 440.1

Giovedì 30 ottobre

Il Principe della Pace


Come descrivono i seguenti testi il futuro che Dio aveva previsto per il Suo popolo? Isaia 9:6, Isaia 11:1-5, Isaia 60:17, Osea 2:18, Michea 4:3.

«Ecco sui monti i piedi di colui che porta buone notizie, che annuncia la pace! O Giuda, celebra le tue feste solenni, adempi i tuoi voti, perché il malvagio non passerà più attraverso di te; egli è completamente sterminato». KJV — Naum 1:15

«Il titolo del popolo di Dio, notate, è “Giuda”. Essi sono esortati a guardare il messaggero di Dio che, al compimento di questa profezia, porta loro buone notizie, notizie di pace... il messaggio del Regno di pace (Isaia 11:6-9). Il Signore li esorta ad essere onesti con Lui, onesti nella loro professione di fede. Inoltre, viene loro assicurato che al compimento di questa profezia gli angeli distruttori rimuoveranno i malvagi dal mezzo dei giusti. Così i malvagi saranno “rapiti” e non esisteranno più.

"E in quel giorno ci sarà un germoglio di Iesse, che sarà un vessillo per i popoli; a lui cercheranno le nazioni, e la sua dimora sarà gloriosa. “ KJV — Isaia 11:10

”Cioè, nel giorno del Germoglio (nel periodo cristiano), nel giorno in cui questo albero genealogico sarà completato, allora il Regno della pace (la chiesa purificata) germoglierà, per così dire, dal suolo. Esso sarà allora un vessillo per i popoli, e ad esso si rivolgeranno le nazioni per la salvezza. Chiaramente, quindi, questo antico albero genealogico, il Regno, deve essere istituito mentre dura il periodo di prova. Inoltre, il luogo in cui esso dovrà trovarsi (riposare) sarà glorioso. Esso avrà quindi una sua collocazione e un suo confine. Sarà il luogo di raccolta del popolo, l'arca di oggi come lo era l'arca di Noè ai tempi di Noè. Così siamo nuovamente portati alla stessa verità insegnata da Isaia, capitolo 2, e Michea, capitolo 4:»

Leggi 2 Re 6:16–23. Quali intuizioni fornisce questa storia sugli scopi più profondi di Dio per il Suo popolo e per l'umanità?

I fedeli servitori di Dio non erano soli. Mentre “i principati, le podestà e gli spiriti malefici nei luoghi celesti” (cfr. Efesini 6:12) si coalizzavano contro di loro, il Signore non abbandonò il suo popolo. Se i loro occhi si fossero aperti, essi avrebbero visto la manifestazione della presenza e dell’aiuto di Dio, intervenire come nel passato in favore di un profeta. Quando il servo di Eliseo additò al profeta l’esercito nemico che li circondava e precludeva loro ogni possibilità di scampo, l’uomo di Dio pregò: “...O Eterno, ti prego, aprigli gli occhi, affinché vegga!...” 2 Re 6:17. Ed ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco: l’esercito del cielo era là per proteggere i figli di Dio. Nello stesso modo gli angeli protessero gli esponenti della Riforma. GC 167.1

Volendo sbarazzarsi del profeta, il re di Siria ordinò: “Scoprite dove si trova... lo farò catturare”. 2 Re 6:13. Gli fu riferito che Eliseo era a Dotan e il re mandò cavalli, carri e un gran numero di soldati che arrivarono di notte e circondarono la città. Il servitore dell’uomo di Dio, alzatosi presto, uscì ed ecco che un gran numero di soldati con cavalli e carri attorniavano la città. Terrorizzato, il servo si precipitò da Eliseo e gridò: “È spaventoso, maestro! Che cosa possiamo fare? Non aver paura — gli rispose Eliseo — i nostri difensori sono più numerosi dei loro! Poi si mise a pregare: Signore, apri gli occhi a quest’uomo, fa’ che possa vedere. Il Signore aprì gli occhi al servo, e lui fu in grado di vedere: le montagne erano piene di carri e cavalli di fuoco, tutt’intorno a Eliseo”. 2 Re 6:15-17. Fra il servitore di Dio e gli eserciti nemici vi era una schiera di angeli celesti. PR 142.2

Venerdì 31 ottobre

Ulteriori riflessioni

«Tutte le anime veramente convertite eserciteranno il pentimento verso Dio, perché hanno infranto la sua legge. Con quanta attenzione e trepidazione il peccatore Israele cercò il perdono di Dio e di essere accolto nel suo favore divino. Non si trattava solo di una forma per questo popolo, ma di suppliche sincere. Se ai nostri giorni ci fossero manifestazioni visibili dell'ira di Dio e una punizione improvvisa che segue il crimine, come quando la punizione cadde così pesantemente su Israele, ci sarebbe meno presunzione e sfida alla legge di Dio. Molti continuano a trasgredire, lusingando la loro coscienza che la grazia è così libera e abbondante che non saranno mai chiamati a renderne conto. Ma il grande Dio è geloso della sua legge proprio come ai tempi di Mosè; anche se sopporta a lungo i cuori perversi, sicuramente chiamerà a rendere conto tutti i trasgressori della sua sacra legge. Dio ha dato alle nazioni malvagie un periodo di prova. Ha dato loro prove della potenza del Dio vero e vivente, affinché potessero vedere e comprendere la superiorità del Dio del cielo rispetto ai loro idoli insensati. La condanna è stata proporzionata alla luce data. Se sceglievano la propria via invece di quella di Dio, e la propria malvagità invece della giustizia di Dio, quando la decisione era stata presa definitivamente, allora era giunto il momento per Dio di punirli». ST 3 giugno 1880, par. 8