«Nel giorno di Pentecoste i discepoli furono così investiti della potenza dall’alto. Ma questa promessa di Cristo non era, non più della profezia di Gioele, limitata a quell’occasione. Infatti Egli diede loro la stessa promessa in un’altra forma, assicurando loro che sarebbe stato con loro sempre, fino alla fine del mondo. Matteo 28:20. Marco ci dice in che senso e in che modo il Signore sarebbe stato con loro. Egli dice: «E loro andarono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con segni che l’accompagnavano». Marco 16:20. E Pietro, nel giorno di Pentecoste, testimoniò riguardo alla perpetuità di questa opera dello Spirito di cui erano stati testimoni. Quando gli ebrei convinti dissero agli apostoli: «Che dobbiamo fare?», Pietro rispose: «Pentitevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché la promessa è per voi, per i vostri figli e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore nostro Dio chiamerà». Atti 2:37-39. Ciò garantisce certamente l’opera dello Spirito Santo nella chiesa, anche nelle sue manifestazioni speciali, per tutti i tempi a venire, fintantoché la misericordia inviterà gli uomini ad accettare l’amore perdonante di Cristo. PP 23.1
«Ventotto anni dopo, nella sua lettera ai Corinzi, Paolo presentò a quella chiesa un’argomentazione formale sulla questione. Egli dice (1 Corinzi 12:1): «Ora, riguardo ai doni spirituali, fratelli, non vorrei che foste nell’ignoranza» — tanto riteneva importante che questo argomento fosse compreso nella chiesa cristiana. Dopo aver affermato che, sebbene lo Spirito sia uno, esso ha diversità di operato, e aver spiegato quali siano tali diversità, introduce la figura del corpo umano, con i suoi vari membri, per mostrare come la chiesa sia costituita con i suoi diversi uffici e doni. E come il corpo ha le sue varie membra, ciascuna delle quali ha una funzione specifica da svolgere, e tutte operano insieme nell’unità di intenti per costituire un tutto armonioso, così lo Spirito doveva operare attraverso vari canali nella Chiesa per costituire un corpo religioso perfetto. Paolo prosegue poi con queste parole: «E Dio ha posto alcuni nella Chiesa: in primo luogo gli apostoli, in secondo luogo i profeti, in terzo luogo i dottori, poi i miracoli, poi i doni di guarigione, i soccorsi, i governatori, le diversità di lingue». PP 23.2
«L’affermazione che Dio ha posto alcuni nella Chiesa, ecc., implica qualcosa di più del semplice fatto che fosse stata lasciata aperta la possibilità che i doni si manifestassero qualora le circostanze fossero state favorevoli. Significa piuttosto che essi dovevano essere parti permanenti della vera costituzione spirituale della Chiesa, e che se questi non fossero stati in funzione attiva, la Chiesa si sarebbe trovata nella condizione di un corpo umano, alcuni dei cui membri, a causa di un incidente o di una malattia, fossero diventati paralizzati e indifesi. Una volta stabiliti nella Chiesa, questi doni devono rimanervi finché non vengano formalmente rimossi. Ma non vi è alcuna testimonianza che siano mai stati rimossi. PP 24.1
«Cinque anni dopo lo stesso apostolo scrive agli Efesini riguardo agli stessi doni, indicandone chiaramente lo scopo e dimostrando così indirettamente che essi devono continuare finché tale scopo non sia raggiunto. Egli dice (Efesini 4:8, 11-13): “Perciò dice: «Quando ascese in alto, portò con sé prigionieri e donò doni agli uomini»...
E a alcuni ha dato apostoli, ad altri profeti, ad altri evangelisti, ad altri pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero, per l’edificazione del corpo di Cristo: finché tutti giungiamo all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo». PP 24.2
«La chiesa non raggiunse lo stato di unità qui contemplato nell’epoca apostolica; e ben presto dopo quell’epoca, l’oscurità della grande apostasia spirituale cominciò a incombere sulla chiesa; e certamente durante quel periodo di declino, questa pienezza di Cristo e l’unità della fede non furono raggiunte. Né sarà raggiunta finché l’ultimo messaggio di misericordia non avrà radunato da ogni tribù e popolo, da ogni classe sociale e da ogni organizzazione dell’errore, un popolo completo in tutte le riforme evangeliche, in attesa della venuta del Figlio dell’uomo. E in verità, se mai nella sua esperienza la Chiesa avesse bisogno del beneficio di ogni mezzo predisposto per il suo conforto e la sua guida, il suo incoraggiamento e la sua protezione, sarebbe proprio in mezzo ai pericoli degli ultimi giorni, quando le potenze del male, ormai quasi perfezionate dall’esperienza e dall’addestramento per la loro opera nefasta, ingannerebbero, con i loro capolavori di impostura, se fosse possibile, persino gli eletti. Molto opportunamente, quindi, giungono le profezie speciali sull’effusione dello Spirito a beneficio della Chiesa negli ultimi giorni». PP 24.3