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Lezione 2, 3° trimestre, 4-10 luglio 2026

Il messaggio della croce

Theme

Sabato pomeriggio, 4 luglio

Testo da memorizzare:

« La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. 1 Corinzi 1:18
«La verità di Dio è infinita, capace di un’espansione incommensurabile, e più la contempliamo, più la sua gloria si manifesterà. La verità ci è stata rivelata, eppure le parole di Paolo ai Galati sono applicabili anche a noi. Egli dice: “ O stolti Galati, chi vi ha stregati, affinché non obbediate alla verità, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato chiaramente presentato, crocifisso in mezzo a voi? Questo solo vorrei sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o mediante l’ascolto della fede? Siete così stolti? Avendo cominciato nello Spirito, volete ora perfezionarvi nella carne? Avete sofferto tante cose invano? Se mai fosse ancora invano. » [Galati 3:1-4.] CE 93.2
«“Senza di me”, dice Cristo, “non potete fare nulla”. [Giovanni 15:5.] Coloro che si impegnano a portare avanti l’opera con le proprie forze falliranno certamente. L’istruzione da sola non rende un uomo idoneo a ricoprire un ruolo nell’opera, né gli permette di acquisire la conoscenza di Dio. Ascoltate ciò che Paolo dice a questo proposito: “Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il Vangelo: non con sapienza di parole, affinché la croce di Cristo non sia resa vana. Poiché la predicazione della croce è follia per coloro che periscono; ma per noi che siamo salvati, è potenza di Dio. Poiché sta scritto: «Distruggerò la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza degli intelligenti». Dov’è il saggio? Dov’è lo scriba? Dov’è il disputatore di questo mondo? Dio non ha forse reso folle la sapienza di questo mondo? Poiché, poiché nella sapienza di Dio il mondo, con la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la follia della predicazione». [1 Corinzi 1:17-21.]” CE 94.1

Domenica, 5 luglio

Il Vangelo della croce

Leggi 1 Corinzi 1:17–31. Qual è il punto importante che Paolo sta sottolineando qui?
«Relativamente pochi accolsero il Vangelo ad Atene perché la gente nutriva orgoglio intellettuale e saggezza mondana, e considerava il Vangelo di Cristo una follia. Ma “la follia di Dio è più saggia degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini”. Pertanto «noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; ma per quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio». 1 Corinzi 1:25, 23, 24. 6T 141.3
«Nel corso di successive epoche di tenebre, nella notte buia del paganesimo, Dio permise agli uomini di tentare l’esperimento di scoprire Dio con la propria saggezza, non per dimostrare la loro incapacità in modo da soddisfarlo, ma affinché gli uomini stessi potessero rendersi conto che non potevano ottenere la conoscenza di Dio e di Gesù Cristo, suo Figlio, se non attraverso la rivelazione della sua Parola mediante lo Spirito Santo. Quando Cristo venne nel mondo, l’esperimento era stato pienamente compiuto, e il risultato rese evidente che il mondo, con la propria saggezza, non conosceva Dio. Anche nella Chiesa, Dio ha permesso agli uomini di mettere alla prova la propria saggezza in questa materia, ma quando una crisi è stata provocata dalla fallibilità umana, Dio è intervenuto con potenza per difendere il suo popolo.
Quando la Chiesa è stata umiliata, quando prove e oppressioni si sono abbattute sul suo popolo, Egli lo ha esaltato in modo ancora più abbondante con una liberazione straordinaria. Quando tra il popolo sono comparsi insegnanti infedeli, ne è seguita la debolezza; la fede del popolo di Dio sembrava vacillare, ma Dio si è levato e ha purificato il suo gregge, ed i fedeli e provati sono stati esaltati. RH, 15 dicembre 1891, par. 3
«Ci sono momenti in cui l’apostasia si insinua nelle file, quando la pietà viene allontanata dal cuore da coloro che avrebbero dovuto marciare al passo con il loro capo divino. Il popolo di Dio si allontana dalla fonte della propria forza, e ne conseguono orgoglio, vanità, stravaganza e ostentazione. Ci sono idoli dentro e idoli fuori; ma Dio manda il Consolatore come rimproveratore del peccato, affinché il suo popolo sia avvertito della propria apostasia e rimproverato per la propria ricaduta. Quando le manifestazioni più preziose del suo amore saranno riconosciute e apprezzate con gratitudine, il Signore riverserà il balsamo del conforto e l’olio della gioia. RH, 15 dicembre 1891, par. 4
«Quando gli uomini sono portati a rendersi conto che i loro calcoli umani sono ben lontani dal vero e sono convinti che la loro saggezza non è che follia, è allora che si rivolgono al Signore per cercarlo con tutto il cuore, affinché possano trovarlo». RH, 15 dicembre 1891, par. 5

Lunedì, 6 luglio

Follia per quelli che periscono

Leggi 1 Corinzi 1:20, 21, 23, 25 e 27. In che modo questi riferimenti alla follia ci aiutano a comprendere cosa intendesse Paolo quando affermava che il messaggio della Croce è follia per coloro che stanno perendo?
«Per la Sua chiesa, in ogni generazione, Dio ha una verità speciale e un’opera speciale. La verità che è nascosta ai saggi e ai prudenti di questo mondo è rivelata a coloro che sono umili e hanno il cuore di un bambino. Richiede sacrificio di sé. Ha battaglie da combattere e vittorie da conquistare. All’inizio i suoi sostenitori sono pochi. Sono osteggiati e disprezzati dai grandi del mondo e da una chiesa che si conforma al mondo. Guardate Giovanni Battista, il precursore di Cristo, che si erge solitario per rimproverare l’orgoglio e il formalismo della nazione ebraica. Guardate i primi portatori del Vangelo in Europa. Quanto oscura, quanto disperata sembrava la missione di Paolo e Sila, i due fabbricanti di tende, mentre con i loro compagni si imbarcavano a Troas per Filippi. Guardate «Paolo l’anziano», in catene, che predica Cristo nella roccaforte dei Cesari. Guardate le piccole comunità di schiavi e contadini in conflitto con il paganesimo della Roma imperiale. Guardate Martin Lutero che resiste a quella potente Chiesa che è il capolavoro della saggezza del mondo. Guardatelo mentre difende con fermezza la parola di Dio contro l’imperatore e il papa, dichiarando: «Qui mi fermo; non posso fare altrimenti. Dio mi aiuti». Guardate Giovanni Wesley che predica Cristo e la Sua giustizia in mezzo al formalismo, al sensualismo e all’infedeltà. Guardate colui che è oppresso dai mali del mondo pagano, che implora il privilegio di portare loro il messaggio d’amore di Cristo. Ascoltate la risposta dell’ecclesiasticismo: «Siediti, giovanotto. Quando Dio vorrà convertire i pagani, lo farà senza il tuo aiuto né il mio». COL 78.2
«I grandi leader del pensiero religioso di questa generazione intonano lodi ed erigono monumenti a coloro che secoli fa piantarono il seme della verità. Non sono forse in molti a distogliere lo sguardo da quest’opera per calpestare la crescita che oggi scaturisce dallo stesso seme? Si ripete il vecchio grido: «Noi sappiamo che Dio ha parlato a Mosè; quanto a costui [Cristo nel messaggero che Egli manda], non sappiamo da dove venga». Giovanni 9:29. Come nelle epoche precedenti, le verità speciali per questo tempo si trovano non presso le autorità ecclesiastiche, ma presso uomini e donne che non sono troppo istruiti o troppo saggi per credere alla parola di Dio. COL 79.1
«“Poiché, fratelli, considerate la vostra chiamata: non sono molti i saggi secondo la carne, non sono molti i potenti, non sono molti i nobili che sono chiamati; ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per confondere i saggi; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per confondere le cose potenti. E le cose vili del mondo, e quelle disprezzate, Dio le ha scelte, sì, e quelle che non sono, per ridurre a nulla quelle che sono» (1 Corinzi 1:26-28); «affinché la vostra fede non si basi sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio» (1 Corinzi 2:5).” COL 79.2

Martedì, 7 luglio

Forza a coloro che vengono salvati

Leggi Colossesi 1:20 e 1 Pietro 2:24. Che cosa ha compiuto Gesù per noi sulla croce?
«Vorremmo presentarvi le parole di Cristo. Egli opera una chiara distinzione tra coloro che credono in Lui e coloro che non credono. Coloro che sono veri credenti rivelano il loro amore per Dio osservando i Suoi comandamenti. Cristo disse: «In verità, in verità» — parole che hanno lo scopo di dare certezza a ogni parola che seguirà — «vi dico: chi crede in me, compirà le opere che io compio; e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, io la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio». [Giovanni 14:12, 13.] 13LtMs, Ms 114, 1898, par. 7
«Dio è glorificato nell’avere canali attraverso i quali può comunicare i grandi tesori del cielo a un mondo decaduto. Chiunque purifichi la propria anima da ogni impurità e permetta che l’immagine del carattere di Cristo si rifletta nel proprio carattere, restituirà a Dio, in correnti pure, la lode e il ringraziamento delle molte anime che ha conquistato a Cristo, affinché diventino una cosa sola con il Figlio di Dio, come Egli è una cosa sola con il Padre». 13LtMs, Ms 114, 1898, par. 8
«Cristo è un Salvatore risorto; poiché, sebbene fosse morto, è risorto ed è vivo per sempre per intercedere per noi. Dobbiamo credere con il cuore per la giustizia e confessare con la bocca per la salvezza. Coloro che sono giustificati per fede confesseranno Cristo. «Chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non verrà mai condannato, ma è passato dalla morte alla vita» (Giovanni 5:24). La grande opera compiuta per il peccatore, macchiato e contaminato dal male, è l’opera della giustificazione. Da Colui che dice la verità egli è dichiarato giusto. Il Signore imputa al credente la giustizia di Cristo e lo dichiara giusto davanti all’universo. Egli trasferisce i suoi peccati a Gesù, rappresentante, sostituto e garante del peccatore. Su Cristo Egli pone l’iniquità di ogni anima che crede. «Egli ha fatto diventare peccato per noi Colui che non conobbe peccato, affinché noi fossimo fatti giustizia di Dio in Lui» (2 Corinzi 5:21). NL 22.3
«Cristo ha soddisfatto la colpa del mondo intero, e tutti coloro che si avvicineranno a Dio con fede riceveranno la giustizia di Cristo, “il quale portò i nostri peccati nel proprio corpo sul legno, affinché, essendo morti ai peccati, vivessimo per la giustizia; per le cui piaghe siete stati guariti” (1 Pietro 2:24).
Il nostro peccato è stato espiato, rimosso, gettato nelle profondità del mare. Attraverso il pentimento e la fede siamo liberati dal peccato e guardiamo al Signore, nostra giustizia. Gesù ha sofferto, il giusto per gli ingiusti». NL 23.1

Mercoledì, 8 luglio

Un Messia crocifisso

Leggi Atti 13:16–47 (in particolare i versetti 26, 38 e 47). Cosa ci insegna questo brano sul significato della croce?
Paolo non esitò a riferire la piena verità circa il rigetto del Salvatore da parte dei capi giudei. “E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebber compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo”. Atti 13:28-31 (Luzzi). UVI 107.2
“Noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato”. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: “Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide”. Difatti egli dice anche in un altro luogo: “Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto corruzione”. Atti 13:32-37 (Luzzi). UVI 107.3
Ora, avendo parlato chiaramente dell’adempimento delle familiari profezie riguardanti il Messia, Paolo predicò loro il pentimento e il perdono dei peccati mediante i meriti di Gesù, loro Salvatore. Egli disse: “Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè”. Atti 13:38, 39 (Luzzi). UVI 107.4

Giovedì, 9 luglio

Cristo, potenza e sapienza di Dio

Leggi 1 Corinzi 1:24–29. Presta attenzione alle parole che vi compaiono, come «follia», «debole», «potenza» e «saggio». Qual è il punto che sta sottolineando?
Mentre Paolo rifletteva su queste cose nel profondo del suo cuore, comprendeva sempre più chiaramente il significato della sua chiamata “ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio”. 1 Corinzi 1:1 (Luzzi). La sua chiamata era giunta “non dagli uomini né per mezzo d’alcun uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre”. Galati 1:1 (Luzzi). La grandezza dell’opera che gli stava dinanzi spinse Paolo a studiare profondamente le Sacre Scritture, in modo da poter predicare il Vangelo “non con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana”, “ma in dimostrazione di Spirito e di potenza”, in tal modo la fede di quelli che avrebbero ascoltato “fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio”. 1 Corinzi 1:17; 2:4, 5 (Luzzi). UVI 80.2
Ricercando le Scritture, Paolo imparò che attraverso i secoli erano stati chiamati “non molti potenti, non molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo, e le cose sprezzate, anzi le cose che non sono per ridurre al niente le cose che sono, affinché nessuna carne si glori nel cospetto di Dio”. 1 Corinzi 1:26-29 (Luzzi). Confrontando la saggezza del mondo con la luce della croce, Paolo si propose “di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso”. 1 Corinzi 2:2 (Luzzi). UVI 80.3
Durante il successivo ministero, Paolo non si allontanò mai dalla vera Fonte di saggezza e di forza. Infatti lo sentiamo dichiarare, alcuni anni dopo “Per me il vivere è Cristo”. Filippesi 1:21 (Luzzi). E nuovamente: “Io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio, basata sulla fede: in guisa ch’io possa conoscere esso Cristo, e la potenza della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo resa conforme a lui nella sua morte”. Filippesi 3:8-10 (Luzzi). UVI 80.4

Venerdì, 10 luglio

Approfondimento

Tra la gente che ascoltò Paolo ce n’erano alcuni le cui menti furono convinte dalle verità presentate, ma che non vollero umiliarsi fino a riconoscere Dio e accettare il piano della salvezza. Nessuna eloquenza umana, nessuna forza d’argomentazione possono convertire il peccatore. Solo la potenza di Dio può fare penetrare la verità nel cuore. Colui che persiste nel rigettare questa potenza, non può essere raggiunto. I greci cercavano la sapienza, tuttavia il messaggio della croce fu per loro pazzia, perché considerarono la loro saggezza superiore alla sapienza celeste. UVI 149.2
Il loro orgoglioso intellettualismo e la loro cieca fiducia nella sapienza umana sono all’origine dello scarso successo che il messaggio del Vangelo incontrò tra gli ateniesi. I sapienti del mondo che vengono a Cristo come dei poveri e perduti peccatori riceveranno la sapienza che conduce alla salvezza; ma coloro che pur essendo uomini dotti, esaltano la propria sapienza, falliranno e non saranno in grado di ricevere la luce e la conoscenza che Dio solo può dare. UVI 149.3

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